Posts Tagged ‘gilliam’

Le Avventure del Barone di Munchausen (The Adventures of Baron Munchausen)

dicembre 3, 2009

Colpi di cannone, si alza il sipario e il vero Barone di Munchausen irrompe nella scena, prende vita dalla sua stessa strampalata e rattoppata rappresentazione e lascia increduli gli stessi attori. Ma chi è il Barone di Munchausen? Si direbbe un personaggio alla Gilliam, sospeso tra fantasia e realtà, un lucido visionario reduce da avventure in-credibili che apre la porta dell’immaginazione agli spettatori fino ad ipnotizzarli e trasportarli in un mondo parallelo. Un mondo parallelo, marchio di fabbrica di Gilliam,  fatto di paesaggi surreali e surrealisti e carichi di simbolismo raccolto e sospeso tra presente e passato, tra arte e letteratura e costruito con scenografie  ed effetti speciali teatrali, vecchio stile e frutto dell’esperienza stessa del regista. C’è il tempo per viaggi a cavallo di palle di cannone. C’è il tempo per allunaggi, in quella luna abitata da un Re lunatico (Robin Williams) combattuto e diviso , e non solo metaforicamente, tra passioni carnali e spirituali. C’è il tempo per essere inghiottiti dalla bocca dell’Etna, incontrando Vulcano, il suo ordigno nucleare intercontinentale e la Venere di Milo (una giovanissima Uma Thurman) appena uscita dal quadro. Di contro il personaggio dell’ ordinario Horace Jackson (quel Jonathan Pryce, di Brazil) che è tutto ciò che di banale c’è nella vita, la normale routine di ognuno di noi che si scontra con lo stile eclettico di Gilliam. Dopo tutto questo, quindi, si possono perdonare alcuni buchi di regia e di montaggio forse anche provocati dal travaglio (maddai) delle riprese ulteriore marchio di fabbrica involontario del più sfortunato tra i registi. Come a teatro, come in un quadro.

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Parnassus (T.Gilliam, 2009)

novembre 10, 2009

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Scendere a patti con il diavolo è da sconsiderati , ma reiterare una seconda volta è da disperati. Lo sa bene il Dottor Parnassus (C.Plummer) che per salvare la dolce Valentina (Lily Cole) dalle spire di tal Mr.Nick (Tom Waits) dovrà servirsi di tutte le sue energie oltre che della disonestà di Tony (Heath Ledger) (l’appeso). Entrare in uno specchio portale di mondi paralleli conosciuti solo nel nostro inconscio , simboli di ambizione e di perdizione per poi uscirne migliori o peggiori di prima.

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Forse che Gilliam non dovrà scendere a patti con il diavolo per concludere un film senza incidenti (più o meno tragici) lungo il percorso? Parnassus passerà alla storia come l’ultimo film di Ledger prima della sua dipartita, ecco spiegati gli incassi vorticosi al botteghino italiano, peccato perchè il film merita pur ritrovando idee già viste nelle precedenti esperienze di Gilliam in Brazil, Tideland e nei Monty. Si augura più fortuna al povero Terry, ma forse è contento pure così, noi almeno lo siamo.

Alla prossima pillola!

Brazil (T.Gilliam, 1985)

ottobre 17, 2009

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Vi è mai capito di dover sbrigare un’azione semplicissima ed essere sommersi da documenti e permessi da compilare fino allo stremo? di dover pagare una bolletta o riscuotere un assegno ed essere rimpiattellati da un ufficio all’altro , da uno sportello ad un altro? ecco questa è la burocrazia. Perchè questo preambolo? Ma perchè il nostro protagonista Sam Lowry (J.Pryce) ,impiegato al Dipartimento informazioni, vive nella burocrazia, lavora per la burocrazia ed è a sua volta vittima della burocrazia, da sfondo una città distopica di un futuro non troppo lontano dal nostro (certo il contrario di utopica) e di contro il suo spirito sognatore e libero incatenato. Parteciperà al risveglio di Sam dalle artificiali abitudini l’incontro con Harry Tuttle (De Niro).

Avvertenze:

Perchè l’esigenza della burocrazia verrebbe da chiederci? I ben pensanti subito azzarderebbero una miglior razionalizzazione dei servizi ed effettivamente così dovrebbe essere ma quando questa diventa asfissiante l’unica possibile motivazione è il controllo. Il controllo è assenza di libertà e assenza di libertà è costrizione, costrizione è dittatura. Chiari i rimandi alle letture di Orwell e Huxley e così Gilliam tra onirici incubi e sogni (sua marca di fabbrica) ci regala uno dei suoi gioiellini.

Alla prossima pillola