Posts Tagged ‘Fantascienza’

Moon (Duncan Jones, 2009)

dicembre 8, 2009

Eccoci qui a parlare di un altro esordiente del grande schermo, tale Duncan Jones, figlio d’arte (Zowie Bowie, indovinate?) regista di Moon nelle sale da qualche giorno.  Film presentato agli inizi del 2009 al Sundance Film Festival, la più importante kermesse indipendente degli States (che io addddoro), e che ha da subito raccolto ottime impressioni. Tutto è costruito intorno alla figura di Sam Bell, impiegato di una base lunare per l’estrazione di Elio-3 che alla conclusione dei tre anni di lavoro cade in una crisi profonda a metà tra complotto e pazzia, una crisi senza via d’uscita aggravata dall’isolamento forzato e dalla scoperta di importanti verità sulla sua vita. Sindrome dell’astronauta o dello spazio profondo (come volete)  inpersonificata dall’attore Sam Rockwell, praticamente unico attore in carne ed ossa accompagnato dalla sola voce del robot GWERTY (Kevin Spacey). Spettacolare è la tecnica di realizzazione del set, abbandonata la grafica digitale,  ritornano (finalmente) i modellini, i rovers lunari e i mietitori lunari sono stati realizzati con la collaborazione di Bill Pearson (Alien) mentre il suolo lunare è un gigantopico set di 360° alto 27 metri e lungo 21. Ecco il valore aggiunto nel fare un buon film di fantascienza, essere un buon artigiano del set senza abusare di effetti speciali diversivi e inutili per la storia che si andrà a raccontare. Questa pellicola è un omaggio a film del passato del calibro di 2001 : Odissea nello Spazio e Solaris ma è anche aria fresca per un genere relegato ormai a soli film catastrofici usa-e-getta, alla fine si può parlare di fantascienza senza tirare in mezzo alieni o la fine del mondo. Torna protagonista la Luna, un po’ persa di vista dopo l’allunaggio del 1969 perchè non più sogno irragiungibile venendo sostituita nell’immaginario del cinema dal più lontano pianeta rosso. Domina ,qui invece, per tutto il corso di Moon, il contrasto tra bianco e nero, a partire dal deserto lunare sormontato dal buio dello spazio profondo fino agli interni della base lunare.Un ulteriore ritorno alle origini ben confezionato e che fa sperare per la sopravvivenza di un genere.

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District 9 (Blomkamp, 2009)

novembre 12, 2009

District-9_locandina

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Un’astronave aliena si materializza sopra le teste degli abitanti di Johannesburg nel lontano 1982 per rimanerci come uno spada di damocle che pende sulle sorti dell’umanità per 20 lunghissimi anni senza un sussulto, un movimento od un segnale. 1.800.000 alieni rifugiatisi forzatamente nelle baraccopoli sottostanti costituiscono il Distretto 9 ultima zona franca tra ciò che è umano e ciò che invece non lo è. La popolazione aliena in crescita e le conseguenti scorribande criminali rendono necessario un esodo di massa dei ‘gamberoni’ in una zona più isolata , il cosidetto District 10. Niente di più difficile.

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Film low budget costato ‘solo’ 30 milioni di dollari alla ditta ‘Jackson & Co.’ e che al solo botteghino statunitense ne ha segnati in entrata almeno tre volte tanti. Una boccata d’aria fresca per il genere fantascientifico che sempre più spesso viene relegato a film catastrofici usa e getta. Un apartheid aliena che rivela senza mezzi termini la xenofobia dell’uomo di fronte alla paura di ciò che non può conoscere, resa ancor più vivida da una realizzazione video alla stregua di un documentario. Ci auguriamo un sequel oppure ci accontentiamo così?

Alla prossima pillola!