Posts Tagged ‘attori’

[top 5 migliori film] Robin Hood hollywood-mania

aprile 30, 2010

Armiamoci di arco e frecce perchè Maggio sarà sicuramente il mese del Robin Hood di Ridley Scott e di Crowe, certo c’è da dire che la leggenda dell’uomo in calzamaglia ha sempre attratto le masse, forse grazie al suo biglietto da visita ‘rubo ai ricchi per dare ai poveri’ così in controtendenza di questi tempi,o forse grazie al suo essere un fuorilegge con un così alto senso della giustizia. Anyway nessuno mai come il cinema gli ha offerto tanto spazio, a partire dal cinema muto fino ai giorni nostri, ed ora anche qui non poteva mancare una piccola classifica per una serata full immersion con un Robin Hood davvero in tutte le salse.

1. La leggenda di Robin Hood (The Advetures of Robin Hood, 1938)

2. Robin Hood : un Uomo in Calzamaglia (Robin Hood : A Men in Thights, Mel Brooks 1993)

3. Robin Hood (Disney, 1973)

4. Robin Hood: principe dei ladri (Robin Hood: Prince of Thieves, 1991)

5. Robin Hood (Ridley Scott, 2010)

Annunci

Film da Vedere al Cinema (Maggio, 2010)

aprile 28, 2010

The Final Destination ☺☺☺☺

Quarto sequel della saga sul destino incazzato ameriggana, c’è da chiederci se ce ne fosse il bisogno. Ambientato 10 anni dopo l’esplosione del volo 180 che diede inizio agli eventi, trovatona commerciale che strizza l’occhio anche al treddì per accalappiare qualche dollaro al botteghino. Da evitare, anyway è già previsto il quinto capitolo tanto per dire, dal terribile destino non si scappa difatti,  visto il successo dell’insuccesso al botteghino yankee.

Notte Folle a Manhattan ☺☺☺☺☺

Il regista di Una Notte al Museo, Shawn Levy, ci riprova con la coppia Carrel-Fey ed un appuntamento tragico/ romantico in quel di Manhattan. Commedia che si regge sui clichè del genere e che viene supportata dai due attori-protagonisti che sul genere hanno costruito le loro carriere, senza infamia e senza lode per qualche risata al cinema e niente dippiù.

Robin Hood ☺☺☺

La premiata ditta Crowe – Scott di nuovo insieme in omaggio all’uomo in calzamaglia più famoso del cinema di Hollywood. Un nuovo punto di vista sulla leggenda , speriamo con toni meno da gladiatore (ed a veder il trailer c’è poco da sperare :L ), anyway il film più atteso di maggio e soprattutto da chi da fanciullo si aggirava per le stanze di casa armato di arco e frecce in memoria del precedente di Kevin Costner (uno dei suoi pochi film decenti tra l’altro)

Draquila

Un Documentario di Sabina Guzzanti (vedi anche Viva Zapatero! ; Le Ragioni dell’Aragosta) destinato a far inevitabilmente discutere (e ben venga),  sulla ricostruzione dell’Aquila dopo il tragico terremoto del 2009, le verità dietro la ”verità”, ovvero come da un drammatico evento qualcuno possa trarre , speculando, ampi vantaggi. Film che sarà presentato fuori concorso al Festival di Cannes.

Manolete ☺☺☺☺☺

Biografia filmica sulla vita di uno dei toreri più famosi di Spagna interpretata da Adrien Brody/Penelope Cruz. Astenersi ovviamente amanti degli animali, inutile dire che contiene diverse scene sulla corrida, che sicuramente il buon vecchio Hemingway avrebbe apprezzato,  un po’ meno il pubblico di oggi.

Prince of Persia : Le Sabbie del Tempo

Arriva sul grande schermo l’adattamento del famoso omonimo videogioco del 2003 (i cui primi storici capitoli risalgono fino al 1989) diretto da Mike Newell (4 Matrimoni e un Funerale) con Jake Gyllenhaal (vedi Donnie Darko). Chiaramente un futuro blockbuster, rimango sempre scettico sulla trasposizione in pellicola ma tant’è.

The Road ☺☺☺☺☺

Scenari post apocalittici,direttamente dal libro di Cormac McCarthy, percorsi da Viggo Mortensen all’insegna di un odissea attraverso un umanità devastata e alla ricerca di una sopravvivenza quanto mai incerta. Ne esce un film interessante e non così scontato, certo il tema attrae di questi tempi comunque da vedere.Teniamo d’occhio l’aussie John Hillcoat (vedi la Proposta) ,il regista, lui di strada ne farà.

Adam ☺☺☺☺☺

Oh bene sia mai che un film indie non venga menzionato in questo blog, presentato al Sundance Film Festival racconta la relazione di Adam, un giovane ‘affetto’ dalla sindrome di Asperger e di Beth, la donna dei suoi sogni. Permettetimi di fare i complimenti alla Fox Searchlight, figlia della 20th Century Fox, che promuove da sempre il cinema indipendente e come in questo caso piccoli gioielli.

Humpday ☺☺☺☺☺

Altro film indipendente, di tutt’altro genere. Un amicizia decennale messa alla prova tra omofobia e pregiudizi del caso, un ritorno al college ed ai vecchi tempi, ma non solo un film del filone college humor, c’è molto dippiù.  Aria fresca al genere commedia, e soprattutto a quella americana che non se la passa poi così tanto bene.

Avatar , Incanta non Stupisce

gennaio 16, 2010

Ebbene è giunto il momento che vi parli di Avatar, dopo un attesa oltremodo lunga si è potuto ammirare il film di Cameron e attirandomi le vostre ire vi dirò con estrema sincerità e coraggio che non si tratta di un capolavoro, certo un film molto bello ma pur sempre nulla di trascendentale. La storia ormai la conoscete, la conoscevo pure io che ho evitato come la peste ogni trailer ed ogni spoiler in giro per il web proprio per conservarmi ‘vergine’ fino alla proiezione (e non è stato facile zigzagare tra il viral marketing, bisogna ammetterlo), e nel caso non la conosciate ancora (e probabilmente allora vivete in un bunker e non perderete certo tempo a leggere questo blog) in questa sede non contribuirò a diffonderla e mi soffermerò solo sul giudizio. Visivamente è imponente, i paesaggi di Pandora sono qualcosa di unico e meraviglioso, la caratterizzazione dei personaggi è realistica e nulla è lasciato al caso a livello di dettagli e di effetti speciali (e se lo dico io che non li digerisco facilmente potete crederci), la gestione del treddì poi è meno invasiva che nelle altre precedenti pellicole che ne hanno fatto uso e probabilmente tutto ciò aiuta a resistere con gli appositi occhiali per le due ore e quaranta in cui si sviluppa la storyline. Qui a Cameron bisogna darne atto, non ha perso lo smalto e la sua immaginazione è quanto di più produttivo si possa immaginare (e scusate il gioco di parole), non è facile creare un mondo dal nulla, annetterci tradizioni e lingua e poi renderlo credibile agli occhi del pubblico e c’è riuscito pienamente bisogna felicemente ammetterlo. Contribuiscono al tutto la scelta degli attori il ragazzone e protagonista aussie Sam Worthington (vedi Terminator Salvation, ma anche no) , la gnugna più gnunga Zoe Saldana (Star Trek, perchè JJ ci vede lungo), il marine con manie di nuclearizzazione Stephen Lang, e la gloria e amica di Cameron Sigourney Weaver (e qui una standing ovation ci starebbe sempre e comunque) e nota speciale anche alle musiche di James Homer che ci incanta sempre con le sue doti (Titanic, Braveheart, Apollo 13 e una miriade di altre). La nota dolente , perchè ce ne è sempre una, è la prevedibilità e la linearità della storyline, Cameron non fa altro che assecondare le scelte e i desideri inconsci degli spettatori, tutto regge il gioco e sa di già visto e facilmente intuibile, dalla morte annunciata dei comprimari del protagonista fino al gran finale degno di un classico disney e tutto questo corrisponde a intelligenti e lungimiranti scelte commerciali piuttosto che a della fantascienza coraggiosa. Questa mancanza di coraggio poi è portata all’estremo nei dialoghi dove trova solo minimo accenno la filosofia di pensiero degli abitanti di Pandora, la loro connessione con la natura e la speculazione sulla contrapposizione tra vizi dei cowboys umani e le virtù del popolo Na’vi. Certo vero potete contrapporre il fatto che la durata sarebbe lievitata astronomicamente e che è già in previsione un sequel, ma tutto ciò contribuisce al mio non considerarlo un capolavoro. Ho sentito in giro dire che setta nuovi confini del cinema, lo stesso Cameron ne faceva menzione nelle sue interviste, ecco non mi sembra proprio , pur restando un ottima pellicola non traccia nessun percorso nuovo e non apre nessuna porta dell’oltrecinema, non stupisce ma affascina sempre rimanendo però nei confini del già visto. Credo pochi capiranno le mie parole, ma a volte bisogna saper essere impopolari tant’è.

☺☺☺

Parla con Lei (Hable con Ella)

gennaio 8, 2010

Almodóvar è forse il regista europeo che, negli ultimi anni, in miglior modo ha saputo rappresentare l’amore in forme non convenzionali, controcorrenti, e con una buona dose di coraggio oltre che di grande maestria (ma questo era già appurato). Devo confessare che mi sono avvicinato alle sue opere con colpevole ritardo e col tempo sto cercando di recuperare le lacune in merito, il che non mi dispiace per niente visto i gioielli prodotti dalla sua sensibilità tutta europea (ormai quasi estinta anche nel vecchio continente tra l’altro). L’amore di Benigno (Javier Camara) per Alicia (Leonor Watling) è un amore che la società definirebbe malato, al di fuori degli schemi, e viene tuttavia raccontato attraverso la semplicità dei sentimenti, attraverso la facilità e la purezza dell’ingenuità di uno dei protagonisti, amante solitario di una immota e silenziosa creatura. L’amicizia tra Benigno e Marco (Dario Grandinetti) poi resiste alle colpe dell’uno fino all’ estreme conseguenze del consumarsi per amore di qualcosa forse impossibile o forse ancora troppo lontano. Il finale aperto infine ci rende partecipi di qualcosa che rinasce dalle ceneri del passato, forse. La cornice, ovviamente, è la colorata Spagna casa del regista descritta attraverso il terribile/affascinante spettacolo della corrida (e qui mi viene in mente Hemingway in Fiesta, tanto per dire) , le canzoni tradizionali (tra cui la bellissima Cuccuruccucù Paloma cantata da Caetano Veloso) e il paesaggio che avvolgono la scena e le vicende dei protagonisti senza mai abbandonarli. Non mancano neppure le consuete stoccate del regista ad una società miope ed addormentata , vedi le battute sulla amoralità della Chiesa e sulla presunta omosessualità di Benigno ed anche forse sulla tivvù che commercializza e ricicla i sentimenti banalizzandoli, inflitte senza pesantezza e quasi impalpabili. Piccolo gioiello della tecnica poi è il minifilm nel film, che ci catapulta al bianco e nero ed ai film muti del passato con un nudo reso opera d’arte di una delle protagoniste. Ecco, ora mi chiedo quanti avrebbero saputo rendere tutto questo senza trasformalo in un pesantissimo groviglio di giustificazioni e riflessioni fini a sè stesse mettendo in secondo piano invece i sentimenti e i drammi , vissuti anche se vogliamo con ammirevole leggerezza, dai protagonisti.

☺☺☺

2012 (La Bentley e la Fine del Mondo)

gennaio 6, 2010

ovvero come il Polo Sud finì sul Wisconsin, ovvero come un disaster movie si trasformò in un disastro di film, ovvero come Emmerdich (non ne ha mai infilata una, ovvero come un film possa far ridere così involontariamente e come effetti speciali da 200 milioni di dollari possano far pena in confronto alle mie costruzioni con il lego, tzè. Non che mi aspettassi molto dal regista ed in particolare dalla trovata di sfruttare la mayafinedelmondo per rastrellare denaro, già la scelta di Cusack come protagonista era un monito di quello che sarebbe accaduto ma non mi sarei mai aspettato un simile non risultato. Occhei tralasciamo le violentate leggi fisiche per cui un aereo di linea non può fare una virata di novanta gradi (angolazione in cui invece vedrei bene il  nostro Ronaldboy ameriggano) , e la nuvola di Fantozzi che segue la ciurma di disadattati protagonisti per tutto il corso del film (tutte cose che in un disaster movie ci possono pur stare, per carità) ma ci fosse una benchè minima struttura logico-narrativa (e voglio dire, non si vedeva roba del genere da Jumper, essì proprio quello). Ora io capisco che la gente voglia andare al cinema e staccare il cervello per tutta la durata del film, ma anche farsi fare una craniotomia in sala ed esssere presi per il culo da roba che nemmeno una scimmia non ammaestrata avrebbe saputo far di meglio, ennò eh. Ma quel che più ormai non stupisce, anche se dovrebbe chiaramente, è come vertebrati  spendano il prezzo del biglietto per vedersi una bidonata del genere che nemmeno il blockbuster piglia-tutto sotto casa mia avrebbe il coraggio di consigliare, tant’è che al botteghino di soldi ne ha fatti, purtroppo.

Ve lo dico io cosa farà adesso il vecchio Ronald, si sentirà legittimato a svangarci i tenerini (francesismo) con altri film per sottosviluppati zombie di serie C sentendosi pure un gran figo nel farlo, che qualche entità ci salvi e ci mandi davvero la fine del mondo, grazie.

Mi sento pure di rivalutare Bay dopo questo increscioso evento, tant’è. No, non ho il coraggio di metterlo tra i film di fantascienza e quindi ripiegherò per la categoria standard dei film d’azione, credo possa sopportarlo.

☺☺☺☺